ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Caro-petrolio e acquacoltura, le sfide per il settore ittico

Lettura in corso:

Caro-petrolio e acquacoltura, le sfide per il settore ittico

Dimensioni di testo Aa Aa

Quale futuro per il settore della pesca? Ne discutono a Bruxelles i ministri europei competenti in una riunione di due giorni che si annuncia ricca di tensioni.

Due le filosofie a confronto da una parte i cosidetti “amici della pesca”, Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia, che vorrebbero concedere maggiori aiuti al settore, e dall’altra ci sono i cosidetti “amici dei pesci” Germania, Gran Bretagna e paesi scandinavi piú favorevoli alle logiche di mercato e alle questioni ambientali.

Sul tavolo dei negoziati c‘è la creazione del nuovo fondo europeo per la pesca, con un budget di 3,8 miliardi di euro da ripartire in sette anni dal 2007 al 2003.

Bruxelles vuole incitare i pescatori ad ammodernare le imbarcazioni per far fronte al caro-petrolio. Con gli ultimi aumenti il carburante puó rappresentare fino al 40% dei costi.

Per salvaguardare le risorse ittiche, si propongono reti piú ecologiche che non raspino i fondali marini come quelle attuali, ma soprattutto si vuole puntare sull’acquacoltura.

Gli allevamenti possono garantire l’avvenire del settore e permettere la valorizzazione dell’industria ittica.

Nonostante le divergenze la presidenza austriaca ostenta ottiminismo, gli stati membri sanno di non poter aspettare troppo, in mancanza di un accordo i sussidi per la pesca non potrebbero essere stanziati dall’anno prossimo.