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Intervista al presidente palestinese Mahmoud Abbas

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Intervista al presidente palestinese Mahmoud Abbas

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Mercoledi’ 17 maggio, pochi giorni prima che la situazione nei Territori degenerasse, Euronews ha intervistato il presidente palestinese Mahmoud Abbas a Strasburgo, dove si è rivolto al parlamento europeo per tentare di uscire dalla seria crisi provocata dal blocco degli aiuti internazionali.

Euronews
Signor presidente, come vede la situazione dei Territori palestinesi? Si parla di tornare al tavolo dei negoziati in un momento in cui la crisi umanitaria è al culmine?

Mahmoud Abbas
La situazione economica è senza dubbio molto difficile, per non dire catastrofica. Gli aiuti al popolo palestinese sono stati tagliati da due mesi. L’importante ora è trovare un mezzo per ripristinare gli aiuti il piu’ presto possibile. Per quanto riguarda il processo di pace, noi chiediamo a Israele e al quartetto diplomatico (Unione europea, Russia, Stati Uniti e Onu) di operare per riprendere i negoziati sulla base della road map.
Credo che un incontro sia possibile col primo ministro israeliano di ritorno da Washington per discutere seriamente di questo problema.

Euronews
Qual è stato l’esito della sua visita a Strasburgo e che cosa ci puo’ dire della posizione dell’Europa da quando Hamas è al potere?

Mahmoud Abbas
La posizione dell’Unione europea nei confronti di Hamas è chiara. Cioè non puo’ discutere con un movimento che non ha risposto alle tre condizioni imposte da Bruxelles, ovvero riconoscere Israele, gli accordi preesistenti e il rifiuto della violenza. Detto questo, vorrei sottolineare un concetto importante: l’Unione europea è stata incaricata dal quartetto diplomatico di trovare la maniera di sbloccare gli aiuti ai palestinesi. E noi speriamo che questo si faccia rapidamente per rispondere alle necessità della popolazione.
Inoltre i parlamentari europei in generale, come i presidenti dei gruppi politici, sono stati recettivi per quanto riguarda la necessità di continuare ad aiutare economicamente il popolo palestinese perché sono consapevoli che ci sono state delle elezioni democratiche, indipendentemente dall’esito di queste elezioni. E’ per questo che gli aiuti devono riprendere.

Euronews
Lei ha incontrato due giorni fa a Sochi il presidente russo Vladimir Putin. La visita ha contribuito a trovare soluzioni per le questioni in sospeso?

Mahmoud Abbas
Credo che la mia visita sia stata importante e che abbia avuto un buon esito. L’incontro col presidente Putin è stato positivo visti gli stretti legami che ci uniscono. Abbiamo accennato ai mezzi per uscire dalla crisi poiché la Russia ha un ruolo positivo a tale proposito. Abbiamo parlato anche degli aiuti diretti. Come sapete la Russia ci ha donato 10 milioni di dollari destinati a progetti che hanno ricevuto il sostegno di Mosca. Sono previsti anche altri aiuti, che riguardano in particolare l’attrezzatura per le nostre forze di sicurezza e in generale anche aiuti per la popolazione.

Euronews
Alcuni analisti parlano di un’Autorità palestinese a due teste: una presidenza e un governo dove si mescolano i vari poteri. Si sta forse ripetendo la storia di quando lei era primo ministro ai tempi del presidente Yasser Arafat?

Mahmoud Abbas
Quando ero primo ministro del presidente Arafat non c’era un’Autorità palestinese a due teste. La legge dice chiaramente che il governo assiste il presidente nello svolgimento delle sue funzioni. Il presidente è il capo dello stato, di conseguenza non ci possono essere due teste. C‘è un presidente assistito da un governo e da un capo di questo governo. Il presidente è il capo dell’esecutivo di diritto e di fatto. C‘è un presidente che viene affiancato, lo ripeto, da un capo del governo. Questo era cio’ che c’era in passato e questo è cio’ che deve esserci oggi. Ripeto ancora: per la legge c‘è solo una testa a capo dell’Autorità e noi vigileremo perché continui a essere cosi’.

Euronews
Se il governo di Hamas, a causa del blocco economico, non riuscisse a sopperire ai bisogni della popolazione che cosa farete? Il governo ammetterà il suo insuccesso e si dimetterà oppure no?

Mahmoud Abbas
L’ho già detto e lo ripeto, noi tutti, come la comunità internazionale, dobbiamo dare piu’ tempo ad Hamas e al suo governo. Questo movimento è arrivato improvvisamente al potere dopo aver fatto parte dell’opposizione piu’ radicale, è per questo che c‘è bisogno di tempo perché cambi la sua politica. D’altra parte siamo a ridosso di una conferenza di dialogo nazionale che dovrà esaminare tali questioni. Abbiamo anche dei progetti di soluzione elaborati dai prigionieri incarcerati in Israele, e in particolare da quelli di Fatah, Hamas e Jihad. C‘è anche una piattaforma presentata dagli imprenditori e dalla società civile palestinese per uscire dalla crisi.
Certamente c‘è una crisi che deve essere risolta, ma non voglio bruciare le tappe e speculare su come avverrà. La responsabilità in questo momento è di tutti.

Euronews
In seguito all’aggravarsi della situazione della sicurezza nei Territori, alcuni organi di stampa hanno parlato della possibilità di dichiarare lo stato d’emergenza, tanto piu’ che la legge ve lo consente

Mahmoud Abbas
E’ vero che la legge ci dà il diritto di decretare lo stato d’emergenza, ma noi non abbiamo affatto l’intenzione di farlo allo stato attuale delle cose. Abbiamo messo tutti i servizi di sicurezza a disposizione del ministro dell’Interno per permettergli di ristabilire l’ordine, è tra le sue prerogative.
A questo proposito ho avuto un incontro ieri col primo ministro e ho insistito sulla necessità di coordinare gli sforzi di tutti i servizi di sicurezza compresi quelli che dipendono dalla presidenza allo scopo di ristabilire l’ordine al piu’ presto.