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Montenegro, domenica il referendum sull'uscita dalla Federazione con la Serbia

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Montenegro, domenica il referendum sull'uscita dalla Federazione con la Serbia

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Si profila una battaglia all’ultimo voto, al referendum di domenica prossima sull’indipendenza del Montenegro. Sebbene i sondaggi della vigilia diano il Si attorno al 56 per cento dei voti, i sostenitori del No sperano che non si raggiunga il quorum del 55 per cento dei votanti, soglia fissata dall’Unione europea.

La Federazione Serbo-montenegrina è ciò che resta dell’ex Yugoslavia, dopo le sanguinose guerre separazioniste degli anni Novanta. Una Federazione che scomparirebbe dagli atlanti, se vincessero i Si. Per questa prospettiva si batte il primo ministro Djukanovic, secondo il quale dal voto di domenica uscirà un Montenegro sovrano e indipendente, ma anche nettamente orientato verso l’Europa. Chiudendo la campagna elettorale con un raduno nella capitale Podgorica, Djukanovic ha parlato della “storica prova di maturità” che attende il Montenegro, che già adesso gode rispetto alla Serbia di una autonomia amplissima. Opposta la posizione dei sostenitori del No, socialisti in testa, che denunciano dal canto loro il rischio di un forte indebolimento del paese sulla scena internazionale. Parlando alle decine di migliaia di militanti radunatisi mercoledi nel centro di Podgorica, il leader socialista Bulatovic ha ammonito gli elettori del Montenegro a non voler “erigere frontiere tra fratelli”, e a non permettere che gli abitanti del Montenegro vengano trattati “come stranieri, se dovessero scegliere l’indipendenza”.