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Turchia: i funerali del giudice ucciso diventano manifestazione pro Stato laico

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Turchia: i funerali del giudice ucciso diventano manifestazione pro Stato laico

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Una gigantesca manifestazione in difesa della laicità e di dura critica al governo Erdogan. Ad Ankara i funerali del giudice turco del Consiglio di Stato ucciso ieri da un estremista islamico sono diventati l’occasione per una protesta che ha fatto scendere in piazza almeno 20 mila persone.

La folla ha sfilato fino al mausoleo di Kemal Ataturk, padre fondatore della Turchia laica moderna. “Condanniamo l’omicidio e ci auguriamo che dietro all’accaduto non vi siano responsabilità della politica” dice un abitante di Istanbul, giunto ad Ankara per i funerali. Ma molti non usano mezzi termini nell’attribuire precise responsabilità al governo: “Condanno questo omicidio che mi disgusta” dice un cittadino di Ankara. “Come figli di Ataturk siamo amareggiati. Penso che l’accaduto sia stato incoraggiato dal governo”. Nei giorni scorsi il premier Erdogan e gli esponenti dell’esecutivo – che governa con la maggioranza del partito di radici islamiche – avevano pubblicamente criticato il giudice assassinato ieri e i suoi 4 colleghi feriti, per la decisione di far rispettare la legge che vieta d’indossare il velo islamico negli uffici pubblici, scuole e università comprese. L’uomo che mercoledì ha fatto irruzione nella sede del Consiglio di Stato e aperto il fuoco suoi giudici era già stato coinvolto in un’indagine sul gruppo fondamentalista degli Hezbollah turchi.