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Vertice Usa-Ue marcato dalla questione dell'energia boliviana

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Vertice Usa-Ue marcato dalla questione dell'energia boliviana

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Un vertice teso, avvelenato dalla questione del controllo sull’energia boliviana. L’incontro di Vienna tra Europa, Sud America e Caraibi ha conosciuto tuttavia anche momenti di distensione, come durante la protesta di questa attivista argentina di Greenpeace.

Al centro delle trattative, la nazionalizzazione degli idrocarburi in Bolivia. Il presidente Morales, dopo aver scartato giovedì la possibilità di fornire indennizzi alle compagnie straniere, ha fatto marcia indietro di fronte alle critiche di Gran Bretagna e Brasile.

Sostiene Morales, invece, il presidente venezuelano Hugo Chavez:

“Evo sta rispettando il mandato che ha ricevuto dal popolo, questa è la democrazia. Sta facendo cìo che ha fatto Zapatero, con dignità. Zapatero ha promesso nella campagna elettorale di ritirare le trupppe dall’Irak e lo ha fatto. Evo ha promesso di nazionalizzare gli idrocarburi e lo ha fatto. Bisogna lodarlo”.

Per rassicurare gli investitori, Morales ha deciso di inviare una lettera alla Spagna in cui garantisce una “sicurezza giuridica vera e durevole” alle compagnie straniere in Bolivia. Una mossa auspicata dal cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel:

“Si tratta di investimenti enormi: miliardi, centinaia di miliardi di euro devono essere investiti. E’ necessario un certo livello di sicurezza per i consumatori, i mercati e le compagnie. Dunque la domanda è: volete gli investimenti diretti degli stranieri, si o no? se si, dovete garantire la sicurezza dell’investimento”.

Un appello ripetuto anche nella dichiarazione comune, in cui tuttavia gli europei riconoscono anche il diritto sovrano dei paesi a gestire e regolare autonomamante le proprie risorse naturali.