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Ortodossi della diaspora riconoscono il Patriarcato di Mosca

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Ortodossi della diaspora riconoscono il Patriarcato di Mosca

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La guerra fredda è finita, anche all’interno della Chiesa Ortodossa. I rappresentanti dei fedeli della diaspora russa, riuniti a San Francisco, hanno deciso di tendere la mano al Patriarcato di Mosca, ponendo fine a una separazione durata quasi novant’anni. Dopo la rivoluzione russa del 1917, gli ortodossi all’estero avevano sempre rimproverato alla chiesa madre di essere troppo accondiscendente con il regime comunista, ma ora i tempi sono cambiati, come ammette Padre Alexander, capo della delegazione per i negoziati con Mosca: “La decisione piu’ importante di oggi è la presa di coscienza che sono finiti i tempi per un’esistenza separata della Chiesa russa all’estero.“Durante l’epoca comunista, gli ortodossi in esilio consideravano il Patriarcato di Mosca come un apparato statale e un alleato della polizia segreta. I motivi di contrasto fra le due chiese erano soprattutto politici, mentre le differenze teologiche erano minime. Nonostante questo, anche dopo la caduta del vecchio regime ci sono voluti 15 anni per sanare la controversia, perché una parte dei fedeli all’estero ha continuato a guardare con sospetto al Patriarca Alessio II e ai suoi legami con il potere statale. La decisione presa ieri a San Francisco è stata accolta con favore dal clero di Mosca.