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L'Ue esprime perplessità per le nazionalizzazioni della Bolivia

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L'Ue esprime perplessità per le nazionalizzazioni della Bolivia

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Sessanta paesi rappresentati a Vienna per il summit Unione Europea-America Latina, due leader ad attirare tutta l’attenzione. Il vertice entra oggi nel vivo con un’Europa che ha sempre più domande da porre al duo della nuova sinistra sudamericana, quello del venezuelano Hugo Chavez e soprattutto del boliviano Evo Morales.

Benita Ferrero-Waldner, a nome della Commissione europea, ha chiesto al presidente della Bolivia di chiarire la sua posizione dopo la nazionalizzazione dei settori del gas e del petrolio. E soprattutto ha messo in guardia il paese dall’infilarsi in un circolo vizioso che, iniziato con la revoca dei contratti firmati con le compagie straniere, rischia di condurre verso la perdita della fiducia internazionale e di questo passo verso la fuga degli investitori. Morales ha detto che non intende indennizzare le compagnie espropriate dei giacimenti: “Se i popoli indigeni, o io in quanto presidente, siamo arrivati fino a questo punto, non è per vendicarci di qualcuno. Io sono qui per portare la speranza al mio popolo, e soprattutto per difendere i popoli storicamente emarginati, umiliati, odiati, disprezzati e perfino minacciati d’estinzione”. Il governo di La Paz garantisce di voler riconoscere il diritto delle compagnie straniere a recuperare quanto investito ma ha ridotto dal cinquanta al diciotto per cento la quote dei ricavi a loro destinati.