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Guerra del vino tra Russia e Georgia. A rischio migliaia di occupati

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Guerra del vino tra Russia e Georgia. A rischio migliaia di occupati

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Scoppia la guerra del vino e dell’acqua minerale, tra Georgia e Russia. I georgiani protestano distruggendo bottiglie di vodka Putinka, dopo che Mosca ha messo al bando le importazioni di vino e di acqua minerale dalla repubblica ex sovietica. In entrambi i casi le autorità russe accampano motivazioni sanitarie, ma in Georgia molti parlano di ritorsioni politiche.

Una tesi rilanciata anche a Mosca, dove una associazione giovanile di opposizione, ha protestato bevendo in pubblico l’acqua minerale fuorilegge. Le decine di manifestanti accusano il Cremlino di esercitare indebite pressioni sulla Georgia per tenere aperte le dispute tra i due paesi (come per l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud), e condizionare la ricollocazione di Tblisi verso Nato e Unione Europea. Ma al di là dei contenuti politici, la guerra dell’acqua e del vino rischia di fare male alla Georgia, che nella bilancia commerciale vede queste due voci tra le principali esportazioni. Nel 2005 Tblisi ha venduto a Mosca vino per oltre 60 milioni di euro e acqua per più di 65 milioni. Secondo stime, gli effetti dell’embargo deciso dalla Russia potrebbero però causare perdite per oltre 400 milioni di euro sull’intera filiera vinicola, che dà lavoro ad almeno 10.000 persone.