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Libia, slitta il processo contro le infermiere bulgare

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Libia, slitta il processo contro le infermiere bulgare

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E’ stato rinviato al 13 giugno il nuovo processo alle cinque infermiere bulgare e al medico palestinese accusati di aver infettato 426 bambini con il virus dell’Aids. Il rinvio è dovuto a motivi procedurali. Agli imputati è stato rifiutato il rilascio su cauzione. I sei erano stati condannati a morte, ma la corte suprema libica aveva poi annullato la sentenza in base alle testimonianze di scienziati e nel contesto di pressioni dell’Unione europea. Gli imputati lavoravano all’ospedale di Bengasi. Quattro hanno detto di aver confessato sotto tortura. Secondo gli esperti stranieri il virus si era propagato prima del loro arrivo, per la cattive condizioni igieniche. Le famiglie delle vittime hanno ottenuto per ora che i 370 bambini ancora in vita fossero trasferiti in ospedali europei, a Parigi, Marsiglia, Roma e Milano. Ma la vera richiesta, respinta dalla Bulgaria per evitare ammissioni di responsabilità, è il pagamento di dieci milioni di dollari per ogni bimbo. Una cifra pari al risarcimento pagato dalla Libia alle vittime dell’attentato di Lockerbie.