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Da Putin un discorso antiamericano

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Da Putin un discorso antiamericano

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Vladimir Putin mostra i muscoli. Nel suo discorso annuale alla nazione, il presidente russo ha riaffermato le prerogative del suo Paese in materia economica e militare, a livello internazionale, contrapponendosi nettamente agli Stati Uniti, visti ancora come un avversario. “Il compagno lupo mangia e non ascolta nessuno – ha detto Putin – e non ha alcuna intenzione di ascoltare.”
“Il bilancio degli Stati Uniti è, in quanto a valore assoluto, 25 volte superiore a quello della Russia. Cio’ vuol dire, nel campo della difesa, che la loro casa è la loro fortezza. Significa anche che noi dobbiamo costruire una casa solida perché sappiamo quello che succede nel mondo.”

Putin non dimentica un altro punto debole delle relazioni con gli Stati Uniti, ammonendo che “l’ingresso della Russia nell’Organizzazione Mondiale del Commercio non deve essere oggetto di mercanteggiamenti”. Mosca chiede dal 1993 di poter entrare nell’OMC, ma la sua adesione non ha ancora ottenuto il via libera di Washington, che secondo Putin avrebbe allungato i tempi dei negoziati con richieste supplementari.

La Russia è diventata il primo produttore mondiale di idrocarburi, sommando gas e petrolio, e il presidente Putin si sforza di apparire un partner affidabile per le questioni energetiche, mentre Washington lo accusa di voler far leva sulle sue risorse come arma politica.
“Bisogna sviluppare la produzione moderna e la nostra potenza industriale, – continua il presidente russo – bisogna conquistare altri mercati potenziali senza dimenticare di rispettare i nostri obblighi di fronte ai nostri partner tradizionali.”
Passando alla politica interna, Putin definisce il calo demografico “il problema piu’ grave della Russia”. Per questo si propone di aumentare gli aiuti alle famiglie con bambini di età inferiore a un anno e mezzo. E gli piacerebbe riuscire a richiamare in Patria i russi che vivono all’estero.