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Nucleare: Ahmadinejad scrive a Bush ma non lo convince a cambiare posizione

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Nucleare: Ahmadinejad scrive a Bush ma non lo convince a cambiare posizione

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La prima lettera di un presidente iraniano al capo della Casa Bianca da più di un quarto di secolo non ha cambiato il corso degli eventi. Nel perdurante tentativo di raggiungere un accordo su una risoluzione di minaccia contro la repubblica islamica, il segretario di stato americao Condoleezza Rice ha riunito a cena in un grand hotel di Manhattan i ministri degli esteri degli altri quattro membri permanenti del consiglio di sicurezza dell’Onu

La Gran Bretagna, la cui politica estera è ora guidata dal ministro Margaret Beckett, è disponibile a ritirare il riferimento a eventuali sanzioni se Cina e Russia accettassero di votare un testo che preveda per l’Iran l’obbligo di sospendere l’arricchimento dell’uranio. Fra i timori di Pechino e Mosca, tuttavia, c‘è quello che una pressione eccessiva sul governo iraniano possa far esasperare la crisi petrolifera. A nulla è servita la missiva che Mahmud Ahmadinejad ha fatto avere a George Bush. Una comunicazione a questo livello non avveniva da quando, 26 anni fa, gli Stati Uniti hanno rotto le relazioni diplomatiche con l’Iran. Per la Casa Bianca la lettera non aggiunge nulla di nuovo e soprattutto non dissipa il sospetto americano che lo stato islamico voglia dotarsi della bomba atomica.