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61° anniversario della vittoria sul nazismo fra patriottismo e memoria, contro la xenofobia

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61° anniversario della vittoria sul nazismo fra patriottismo e memoria, contro la xenofobia

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Gli aerei che bombardano le nuvole per non far cadere la pioggia hanno fatto il loro dovere anche questa volta. Sotto un cielo radioso la Piazza rossa di Mosca ha celebrato il 61 anniversario della vittoria sul nazismo.

In un breve discorso il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un appello contro il risorgere degli estremismi: “Coloro i quali di nuovo brandiscono le bandiere del nazismo, che seminano l’odio, l’estremismo e la xenofobia conducono il mondo in un vicolo cieco, a una crudeltà e a un’effusione di sangue insensate”. Un discorso che sembra in primo luogo rivolto alla recrudescenza di aggressioni di stampo razzista che si registra in Russia. L’anno scorso, nella sola Mosca, Amnesty international ne ha contate oltre un centinaio. Le vittime russe della Seconda Guerra mondiale furono 27 milioni. Il 9 maggio continua ad avere un enorme significato per il paese, fra patriottismo e memoria. Al contrario dell’anno scorso, quest’anno Putin non ha invitato nessun ospite straniero. Ha voluto un appuntamento fra russi e per i russi, per esaltare la rinnovata potenza nazionale, 15 anni dopo la fine dell’Unione sovietica. Ma il 9 maggio è anche, appunto, il principale raduno annuale dei nostalgici. Erano almeno in 10 mila nella piazza della Lubyanka, dove il KGB aveva una volta il suo quartier generale. I leader del partito comunista, come Guennady Zyuganov e i veterani della Seconda guerra mondiale, uniti nella protesta contro la nuova Russia degli oligarchi legati a Putin.