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Mondiali di Calcio 2006: sport, birra e... sesso

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Mondiali di Calcio 2006: sport, birra e... sesso

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Lo sport, ma non solo.

Tra un mese il fischio d’inizio dei Mondiali di calcio in Germania. Intorno al fenomeno sportivo si prevede peró un business parallelo: quello della prostituzione.

In questo paese, dove dal 2002 la prostituzione è legale, c‘è chi ha pensato di creare case di tolleranza in prossimità degli stadi. Faranno concorrenza ad altri esercizi simili, come il Pascha, di Colonia.

“Contiamo sull’arrivo di tanta gente, dice il suo gestore. Ci saranno parecchi visitatori e sicuramente molti clienti nel nostro locale.”

Le organizzazioni che lottano contro la prostituzione prevedono l’arrivo dall’estero di 40mila donne, “costrette a prostituirsi”, denunciano i militanti. Per loro le condizioni di lavoro non saranno quelle previste dalla legge tedesca. Ossia: condizioni igienico sanitarie adeguate, accesso alla previdenza sociale, e così via. Ma soprattutto, dicono le associazioni femministe, si tratterà di prostituzione contro la propria volontà.

Lo scorso marzo il Consiglio Nazionale delle Donne, un’organizzazione tedesca, ha dato il via a una campagna di mobilitazione. Battezzata “fischio finale”, l’iniziativa ha il sostegno della federazione calcio tedesca. Sull’argomento il Parlamento di Strasburgo ha anche organizzato un seminario, “cartellino rosso alla prostituzione” per aiutare le donne in difiicoltà.

Iniziative che non sono piaciute a tutti. La Svezia per esermpio ha chiesto a Berlino di sospendere la legalizzazione della prostituzione durante i Mondiali.

“Ci sono molti quattrini in gioco, dice Thomas Bodstroem, ministro della giustizia svedese; c‘è chi approfitterà del sistema per sfruttare tante giovani.”

Alcuni giorni fa un deputato americano, M. Smith, presidente della sottocommissione per i diritti dell’uomo alla Camera dei Rappresentanti, ha chiesto di classificare la Germania tra i paesi che incoraggiano lo sfruttamento della donna.