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Me ne andrò ma non dico quando. Il premier britannico contrattacca

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Me ne andrò ma non dico quando. Il premier britannico contrattacca

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Il premier britannico Tony Blair non dice quando se ne andrà, per non paralizzare il lavoro di un governo che appena un anno fa ha ricevuto il mandato dagli elettori.

Un Blair d’attacco, alla conferenza stampa mensile, con un unico obiettivo: mostrare che malgrado la cocente sconfitta alle amministrative parziali di giovedì, malgrado la fronda interna laburista, che lo spinge con insistenza alla porta, lui resta saldamente al comando: “A quelli che mi domandano di onorare la promessa di una transizione ordinata nella stabilità, ripeto che rispettero la mia promessa, lasciando al mio successore il tempo sufficiente per prepararsi. Ma ci sono anche quelli il cui desiderio è di cambiare radiclamente la direzione politica e non di rinnovare il new labour, ma di rovesciarlo. Una strada che non porta a un quarto mandatolaburista, ma alla sconfitta e al ritorno all’opposizione. E combattero’ in tutti i modi contro questa corrente”. Blair ha citato parola per parola il suo erede designato, il ministro delle finanze Gordon Brown, eterno numero 2 da sempre in attesa del suo momento. Le sue ultime dichiarazioni, sulla transizione ordinata nella stabilità sono improntate alla misura. Brown non sembra voler cavalcare la fronda. Fra i banchi dei parlamentari laburisti sta girando una petizione che chiede al premier di fissare la data della sua partenza.