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La crisi finanziaria palestinese al centro dei colloqui di Abbas e Haniyeh

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La crisi finanziaria palestinese al centro dei colloqui di Abbas e Haniyeh

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La grave crisi finanziaria che investe i Territori palestinesi al centro dei colloqui del premier Ismail Haniyeh e del presidente Mahmoud Abbas.

La crisi si aggrava ogni giorno di più in seguito alla sospensione degli aiuti diretti di Unione europea e Stati Uniti e al blocco del pagamento dei diritti doganali da parte di Israele. Il premier ha constato amaramente che la situazione peggiora perché anche chi sostiene il popolo palestinese, si sta lasciando influenzare dagli americani e dagli israeliani. Hanieyeh ha dichiarato di essere riuscito a recuperare i fondi necessari per pagare gli stipendi di marzo e aprile di circa 160 mila funzionari, ma i capitali si trovano ancora all’estero perché non si riescono a trovare i canali per trasferirli. Le banche infatti temono ritorsioni da parte americana. Washington considera Hamas, che guida il nuovo governo palestinese, un’organizzazione terrorista e mira a isolare il movimento radicale. Per la ripresa degli aiuti diretti, la comunità internazionale chiede a Hamas il riconoscimento di Israele e degli accordi firmati in precedenza con quest’ultimo.