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L'America ha accolto il verdetto con soddisfazione mista a rammarico

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L'America ha accolto il verdetto con soddisfazione mista a rammarico

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Di fronte al palazzo della corte i familiari delle vittime hanno espresso le loro sensazioni. “Andrà in prigione per il resto della vita ed è quello che merita – dice Carie Lemack figlia di una passeggera di uno degli aerei dirottati – E’ un ammiratore di al-Qaida ma non si deve dargli la soddisfazione di collegarlo all’11 Settembre perché non c’entrava. Sono contenta, la giuria ha riconosciuto che voleva solo uccidere americani ma non ne è stato neanche capace”.

Abraham Scott, ha perso sua moglie al Pentagono: “Vi aspettate che vi dica che non condivido il verdetto perché credo nella pena di morte, ma non lo farò. Sono totalmente d’accordo con la decisione della giuria di oggi”. Nella Grande Mela, dove la notizia è arrivata subito sugli schermi di Times Square, ci si interroga sul senso di una tale punizione. Angela Peralta, newyorchese, riflette: “Forse dovevano dargli la pena di morte ma qualche volta restare in prigione tutta la vita può essere peggio. Dipende”. Un turista, Edward Webb, aggiunge: “Qualcuno l’avrebbe visto come un martire se avesse avuto la pena capitale. Eppure penso che un’esecuzione avrebbe davvero servito la causa della giustizia”. Uscendo dall’aula di tribunale Moussaoui ha detto: “America hai perso, io ho vinto”. Parole che chissà per quanto tempo risuoneranno nelle orecchie degli americani.