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Villepin: non mi dimetto, sono vittima di una macchinazione

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Villepin: non mi dimetto, sono vittima di una macchinazione

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Non ci pensa affatto a dimettersi. Presentandosi più combattivo che mai all’Assemblea nazionale, il primo ministro francese Dominique de Villepin ha organizzato la sua difesa, sull’affaire Clairstream, dichiarandosi vittima di una macchinazione.

Ha negato fermamente di aver chiesto indagini sui presunti conti occulti di Nicolas Sarkozy, il suo più diretto rivale nella corsa alla candidatura per le presidenziali del 2007: “Come si può accettare che il dibattito politico nel nostro paese sia tenuto in ostaggio da false accuse e da manipolazioni?” Villepin ha tacciato François Hollande di inesperienza per essersi fatto strumentalizzare da poteri occulti, dopo che il segretario socialista aveva chiesto al premier di farsi da parte: “Dov‘è finita l’autorità dello stato? Come lo stato è potuto cadere così in basso? La colpa è sua!” Ma commenti di questo tenore non sono giunti solo dai banchi dell’opposizione. François Sauvadet, parlamentare dell’UDF, partito centrista alleato di governo: “E’ uno scandalo molto serio. Non solo è una crisi di regime, ma anche una crisi istituzionale, quando vediamo che i servizi segreti possono essere sfruttati per servire interessi di potere degli uni o degli altri. E’ necessario far emergere la verità”. Subito dopo l’audizione al Palais Bourbon, Dominique de Villepin si è dato da fare per ostentare la compattezza del governo, che ha riunito per un seminario. Poi ha fatto una scappata al ministero dell’interno, dove il titolare del dicastero, ovverosia Nicolas Sarkozy, dava un ricevimento.