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La Bolivia nazionalizza il settore dell'energia: le prime reazioni

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La Bolivia nazionalizza il settore dell'energia: le prime reazioni

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La decisione della Bolivia di nazionalizzare il settore degli idrocarburi, annunciata ieri, sta prendendo forma nelle divise dei militari inviati ad assumere il controllo dei giacimenti di gas e petrolio, degli oleodotti e delle raffinerie.

E’ solo una prima tappa verso graduale statalizzazione di tutte le risorse naturali del paese. Soddisfatto il presidente Evo Morales che ha proclamato: “Da questo momento la proprietà di olio e gas naturale passano nelle mani dello Stato della Bolivia, sotto il controllo dei boliviani. E’ la soluzione ai problemi socio-economici del nostro paese”. La Bolivia è il secondo produttore di gas dell’America Latina, dopo il Venezuela ed estrae 40mila barili di petrolio al giorno. Prudenti per ora le reazioni dei mercati, come spiega David Wyss, analista di Standard and Poors:“Dal punto di vista del mercato energetico la questione non ha un grande impatto. Ma è certamente un segno che altre nazioni stanno seguendo l’esempio del presidente Chavez in Venezuela: non vedono perchè gli americani dovrebbero fare tutti quei profitti ora che il prezzo del petrolio è alto”. Preoccupata è invece la reazione del governo spagnolo dato che le nuove misure riguardano da vicino l’impresa spagnolo argentina Repsol, che controlla il 30% delle riserve di gas boliviano. “Una sgradevole sorpresa” hanno commentato i vertici del gruppo.