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Il 1° maggio e la storia del movimento operaio: dalle rivendicazioni alla festa

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Il 1° maggio e la storia del movimento operaio: dalle rivendicazioni alla festa

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La storia del Primo maggio s’intreccia con la storia del movimento operaio. All’origine c‘è la rivendicazione della giornata lavorativa di 8 ore. Nel 1886, a Chicago, durante una dimostrazione, vengono uccisi 3 operai. Muoiono anche 8 poliziotti. Non ci sono prove, ma 4 sindacalisti vengono impiccati: diventeranno i “Martiri di Chicago”.

Tre anni dopo, la II Internazionale socialista fa del Primo maggio una giornata di lotta in tutto il mondo. Primo obiettivo: ancora la riduzione dell’orario di lavoro. In Francia, paese pioniere in fatto di diritti, le agognate 8 ore vengono ottenute nel ’19. Nel ’20 il Primo maggio diventa festivo. 16 anni dopo, col governo de Fronte popolare, arriveranno anche le ferie pagate. In Italia il Primo maggio più drammatico è quello del ’47, quando la banda Giuliano apre il fuoco sui contadini a Portella della Ginestra, provocando 11 morti e una cinquantina di feriti. Negli anni ’60 e ’70, gli anni della contestazione, il Primo maggio si riveste di rivendicazioni più globali, seguendo, ancora una volta il mutare della società. Oggi, prevale l’aspetto ludico, il Primo maggio è più che altro una festa. A Roma, da diversi anni, i sindacati organizzano un grande concerto, che è uno degli eventi musicali più importanti d’Europa. Dal punto di vista politico, il fulcro delle manifestazioni sindacali, quest’anno, sarà a Locri. Parola d’ordine: lavoro, sviluppo e legalità. Contro tutte le mafie.