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Via i soldati, ma resta forte l'influenza di Damasco

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Via i soldati, ma resta forte l'influenza di Damasco

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Un anno dopo il ritiro delle truppe siriane dal Libano la longa manus di Damasco continua a influenzare la politica libanese.
 
Se nella valle della Bekaa gli immobili delle forze di sicurezza sono rimasti vuoti dopo 30 anni di occupazione, i servizi segreti siriani continuano a lavorare nell’ombra. Dall’assassinio di Rafic Hariri, che aveva unito le forze di opposizione e provocato il ritiro siriano, si sono moltiplicati gli attentati contro personalità, uomini politici e giornalisti che avevano preso posizioni ostili al regime di Bachar al-Assad.
 
Tredici persone sono cadute sotto l’esplosivo considerato di origine siriana. Un avvertimento a quanti pensano che il futuro del Libano sia indipendente dalla Siria.
 
“Gli effetti positivi del ritiro non si sono visti sulla scena libanese – afferma il ministro delle comunicazioni di Beirut – perché il ritiro non è stato completo. L’intelligence siriana e le milizie legate alla Siria e all’Iran hanno impedito al Libano di ritrovare la stabilità”.
 
Indebolita dagli attenti e dalle pressioni esterne la nuova maggioranza parlamentare si è andata disgregando negli ultimi mesi. Per avere i numeri per governare ha dovuto chiedere il sostegno di due importanti partiti pro-siriani, Hezbollah e Amal.
E non è riuscita ad allontare il presidente Emile Laohud, che assicura la vicinanza del Libano alla Siria.
 
Nonostante gli appelli del premier Fouad Sinora, la Siria si rifiuta di fatto di riconoscere l’indipendenza del Libano non avendo ancora costituito un’ambasciata a Beirut.
 
I pro siriani difendono lo status quo spiegando che bisogna resistere alle ingerenze occidentali.
 
“invece delle interferenze siriane – dice il parlamentare Marwan Fares – ci dovremmo preoccupare di quelle americane che hanno creato questa confusione.”
 
Le Nazioni Unite stanno cercando di stabilire quali siano le responsabilità siriane nella morte dell’ex premier Hariri. L’inchiesta condotta dal procuratore Serge Brammertz ha gia evidenziato il ruolo dei servizi segreti di Damasco.