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Amartya Sen: "L'Europa deve puntare tutto sull'innovazione". Intervista al premio nobel

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Amartya Sen: "L'Europa deve puntare tutto sull'innovazione". Intervista al premio nobel

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Amartya Sen è un economista che insegna a Harvard. Nel 1998 ha vinto il nobel in economia per i suoi studi sulle carestie, sullo sviluppo, sulle economie legate al welfare e sui meccanismi che portano alla povertà. Di nazionalità indiana, è stato testimone diretto, all’età di 9 anni, della grande carestia del 1943 nel Bengala che uccise quasi 3 milioni di persone. É anche uno dei piú qualificati studiosi della globalizzazione. É un ammiratore del sistema sociale europeo nonostante non abbia lesinato critiche alla tendenza europea di creare muri e barriere alle merci che giungono dai paesi in via di sviluppo.

EuroNews: Benvenuto a EuroNews, professore. Lei crede che l’Unione europea stia facendo qualcosa per sconfiggere la povertà nel mondo?

Amartya Sen: Ci sono due aspetti sui quali gli europei devono riflettere attentamente. Primo: l’accesso al mercato europeo delle merci, che è ancora troppo ristretto e questo crea delle difficoltà ai paesi sviluppati che vorrebbero esportare maggiori quantità di merci in Europa. Secondo: il modello europeo di economia di mercato, supportato da un sistema sociale e di assistenza. Deve essere capito in maniera più completa. L’economia europea deve porsi alcune domande che non riguardano solo gli interessi dei paesi sviluppati ma anche gli interessi dell’Europa medesima. Per esempio: ha senso la politica controproducente che l’Europa adotta in agricoltura? Voglio dire, ha senso per gli europei, non per i paesi africani, asiatici e latino-americani? La stessa domanda dovrebbe essere rivolta agli Stati Uniti.

EuroNews: Secondo lei il protezionismo europeo è una forma di difesa del modello sociale europeo?

Amartya Sen: No, credo non abbia nulla a che fare. Se i prezzi dei prodotti agricoli sono protetti e il commercio delle materie è ristretto non è per difendere il modello sociale, non è assolutamente per questo. I paesi che possono vantare i migliori esempi di modello sociale, i paesi del Nord Europa, non applicano un protezionismo spinto in agricoltura. Le pressioni maggiori giungono da altri paesi. Le due cose sono separate: da una parte c‘è lo stato sociale, dall’altro il commercio. E devono restare separate.

EuroNews: Lei crede che l’Unione europea sia ancora più protezionista degli Stati Uniti?

Amartya Sen: No, non credo che l’Europa faccia peggio degli Usa, ma neppure tanto meglio. Non credo che gli Stati Uniti da questo punto di vista siano un gran bel modello. L’Europa, per molti versi, è migliore, per esempio nella pratica della democrazia, in Europa è più garantita. Gli Stati Uniti sono la prima democrazia al mondo ma la democrazia è sia un modello di comportamento che un sistema istituzionale e l’Europa ha grandi vantaggi, uno dei quali è certamente la pluralità dei centri di potere, dato che ciascun paese conserva la propria sovranità. Poi c‘è il Parlamento europeo che è l’istituzione piú importante, perchè raccoglie i punti di vista dei diversi paesi e dà vita a una discussione pubblica. Non esiste un corrispondente in America. Che l’Europa stia facendo meglio dell’America però non è consolante. L’Europa dovrebbe fare molto di più. Dovrebbe essere una guida per il resto del mondo.

EuroNews: La Cina e l’India sono diventate due grandi potenze economiche e la loro crescita ha avuto conseguenze enormi sull’aumento del prezzo del petrolio. Quando pensa che questo squilibrio sarà superato?

Amartya Sen: L’India ha pochissima produzione energetica, la Cina un po’ di piú, ma ha bisogno di enormi quantità di energia. Il risultato è l’attuale crisi energetica mondiale. Il problema non riguarda solo Cina e India, ma tutto il mondo. Credo che la spiegazione che si dá di solito, che cioè l’aumento del petrolio sia causato dall’enorme crescita economica di alcuni paesi, non sia corretta. La Cina è cresciuta grazie alle fondamenta solide della sua industria di base. L’India grazie alla tecnologia dell’informazione e alla chimica. Il problema è che alla crescita non ha fatto seguito un aumento dei salari. Se questo squilibrio verrà risolto, tutto il mondo ne trarrà beneficio. C‘è bisogno di qualche aggiustamento. L’Europa e gli Stati Uniti devono affrontare un’altra sfida. Per reggere l’urto dei nuovi paesi industrializzati devono puntare sull’innovazione, sulla manodopera specializzata e sulla competenza. Questo è un modello esportabile in tutto il mondo ma solo se sarà efficiente e giusto.

EuroNews: Grazie molte, professore.

Amartya Sen: Grazie e voi