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La strage di Katyn alla Corte europea dei diritti umani

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La strage di Katyn alla Corte europea dei diritti umani

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Oltre ventimila ufficiali polacchi furono massacrati nel 1940 per ordine di Stalin nella foresta di Katyn, nell’est della Polonia. Oggi 70 famiglie hanno sporto denuncia alla corte europea dei diritti dell’uomo contro la Russia. Chiedono che sia riconosciuto il reato di genocidio. Un’accusa sempre respinta da Mosca.

Fino al crollo del muro di Berlino, la propaganda comunista attribuiva la strage ai nazisti.
Solo nel ’92 con il governo Eltsin, i documenti che testimoniavano le responsabilità di Stalin sono stati consegnati all’allora presidente polacco Lech Walesa.

Nel 2004, la magistratura russa ha archiviato la questione, pur riconoscendo le responsabilità sovietiche, non ha definito la strage un crimine contro l’umanità, ma un crimine di diritto comune.