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Petrolio, i mercati temono ulteriori rialzi

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Petrolio, i mercati temono ulteriori rialzi

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La quotazione del greggio infiamma i mercati. Nonostante il prezzo sia leggermente calato rispetto ai recenti picchi, gli operatori di Borsa scommettono su nuovi rialzi sia a New York che a Londra.

In un mese il prezzo del Brent, il petrolio del Mare del Nord, è cresciuto velocemente passando dai 64 dollari del 20 marzo scorso, ai 74 dollari delle ultime ore.

La crisi tra Occidente e Iran e le intermittenti ma continue ondate di violenza in Nigeria impediscono al barile di ritornare sotto il livello di guardia. L’oro nero ha superato perfino il record dello scorso agosto, quando l’emergenza uragani negli Stati Uniti aveva bloccato la produzione nel Golfo del Messico.

Il caro petrolio ha fatto salire anche le quotazioni dei metalli: l’oro, l’argento e il platino hanno messo a segno nuovi record.

“L’oro e il petrolio sono correlati”, ha spiegato Malcom Freeman, analista. “Il greggio sta innervosendo tutti. La causa principale è la tensione con l’Iran e le sue intimidazioni contro Israele. Tutto questo crea destabilizzazione, percio’ gli investitori si sono gettati sul metallo giallo, che offre maggiori garanzie a lungo termine, perché piu’ stabile”.

Secondo il presidente venezuelano Hugo Chavez, le minacce di sanzioni contro Teheran giunte da Washington hanno contribuito all’impennata del petrolio, che potrebbe anche arrivare a 100 dollari al barile.