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Il presidente cinese Hu Jintao oggi da Bush

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Il presidente cinese Hu Jintao oggi da Bush

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Dalla Boeing ha comprato 80: normale che il costruttore abbia riservato una calda accoglienza a Hu Jintao. Il presidente cinese, al suo secondo giorno negli Stati Uniti, è rimasto nei dintorni di Seattle. Ai dipendenti del colosso aeronautico americano ha detto che la Cina avrà bisogno di altri 2.000 aerei nei prossimi 15 anni. Come a ricordare che il suo Paese è un cliente d’oro e va trattato con i guanti, altrimenti c‘è sempre la casa europea Airbus.

Dopo un volo costa-a-costa, dallo stato di Washinton a Washington D.C., Hu Jintao sarà accolto oggi dal capo della Casa Bianca George Bush. I sorrisi si sprecheranno ma non basteranno a far dimenticare le questioni spinose sul tavolo: gli Stati Uniti accusano la Cina di concorrenza sleale per via del tasso di cambio dello yuan, tenuto artificialmente basso per favorire le esportazioni, della diffusione della contraffazione e delle difficoltà di accesso al mercato. Obiettivo dell’amministrazione Bush è convincere Pechino a interventi per riequilibrare i piatti della bilancia commerciale.