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Il nucleare iraniano divide i Grandi del Pianeta

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Il nucleare iraniano divide i Grandi del Pianeta

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La questione del nucleare iraniano resta in cima all’ordine del giorno della riunione a Mosca dei paesi del G8, anche se ufficialmente i rappresentanti degli otto paesi più industrializzati oggi dovrebbero preparare il vertice di San Pietroburgo a luglio.

Ieri, quando i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza più la Germania si sono riuniti per discutere di eventuali misure da prendere nei confronti di Teheran, ciascuno è rimasto sulle sue posizioni: gli Usa arrivano a ventilare un intervento militare, e comunque vogliono imporre sanzioni economiche; Russia e Cina spingono per trovare una soluzione diplomatica. Il presidente francese Jacques Chirac, da oggi in visita in Egitto, ha ribadito che la prospettiva di un Iran dotato di arma nucleare è inaccettabile. In occasione di una parata militare a Teheran ieri il presidente iraniano Ahmadinejad ha messo in guardia l’Occidente: chiunque voglia contrastare il suo programma nucleare, che ufficialmente ha fini civili, pagherà le conseguenze. L’Onu ha dato tempo sino a fine mese all’Iran perché cessi ogni attività di arricchimento dell’uranio.