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Gli strali del presidente iraniano: chi ci aggredisse, se ne pentirebbe

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Gli strali del presidente iraniano: chi ci aggredisse, se ne pentirebbe

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Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad non perde l’occasione per sferrare l’ennesimo attacco nella sua guerra spicologica contro l’Occidente.

Nel giorno in cui i 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu più la Germania discutono a Mosca gli spazi d’azione diplomatica ancora aperti, Ahmadinejad tuona dal pulpito di una parata militare tenutasi questa mattina di fronte alla tomba dell’ayatollah Khomeini, a Teheran: “Oggi l’Iran ha uno degli eserciti più potenti al mondo: chiunque dovesse aggredire la Repubblica Islamica se ne pentirà amaramente” ha detto. Provocazioni che si aggiungono a quelle della scorsa settimana, quando Ahmadinejad aveva annunciato che l’Iran era entrato nel novero dei Paesi dotati di tecnologia nucleare. Teheran sostiene che la ricerca sull’arricchimento dell’uranio è finalizzata ad impieghi civili. Gli Stati Uniti sono invece convinti che da anni gli ayatollah abbiano varato un piano B, mostrando agli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica una minima parte delle loro attività. Una nuova ispezione dell’Aiea agli impianti di Isfahan e Natanz è prevista per questa settimana. Per molti esperti militari dietro alle aggressioni verbali di Ahmadinejad si cela in realtà un esercito dagli equipaggiamenti assolutamente sorpassati.