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Preoccupa sempre di più la ribellione in Ciad

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Preoccupa sempre di più la ribellione in Ciad

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Respinti dalla capitale N’Djamena, i ribelli rimangono mobilitati in Ciad. Tanto da far temere per l’incolumità degli stranieri e soprattutto dei rifugiati del Darfur che si trovano nei campi profughi vicino alla frontiera con il Sudan.

In qualità di presidente di turno, l’ambasciatore cinese all’Onu ha ammonito:“I membri del Consiglio di sicurezza esprimono la loro profonda preoccupazione per il deteriorarsi della situazione nel Darfur e per i recenti attacchi da parte di gruppi armati.” Regolarmente accusato di armare e sostenere i ribelli attivi nel vicino Ciad, il governo del Sudan ieri è tornato a smentire ogni suo ruolo nelle violenze. La Francia ha rafforzato la sua presenza militare in territorio ciadiano, portano a 1.350 il numero dei suoi soldati nel Paese. Ma gliaccordi con l’ex colonia prevedono un intervento solo in caso di aggressione straniera. E precisa il portavoce del Ministero della difesa di Parigi Jean-François Bureau: “Assicuriamo un sostegno ma non partecipiamo ai combattimenti. Le unità francesi non sono belligeranti”. Ciò malgrado un aereo Mirage ha sganciato una bomba a mo’ d’avvertimento in territorio ribelle. Resta da vedere se i militari francesi proteggeranno i rifugiati e la popolazione civile.