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Dopo le proteste la Francia abbandona il contratto di primo impiego

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Dopo le proteste la Francia abbandona il contratto di primo impiego

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Marcia indietro in Francia sul Contratto di primo impiego: sconfessando il governo, il presidente della Repubblica Jacques Chirac ha scelto che la contestata forma di assunzione dei giovani (a licenziamento facile) sia rimpiazzata con altre misure.

Immediata la reazione nelle università: anche se le organizzazzioni giovanilichiedono di rimanere vigilanti, il numero degli atenei occupati è subito sceso a quattro in tutto il paese. Bruno Juillard, leader degli universitari dell’Unef ha fatto appello a mantenere la pressione fino a che il Parlamento non abbia effettivamente soppresso il contratto di primo impiego. Stessa posizione di attesa quella dei sindacati. François Chérèque, capo della confederazione moderata Cfdt ha dichiarato: “Ci prepariamo a entrare in una seconda fase, che peraltro avrebbe dovuto essere la prima, quella dei veri negoziati per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro”. Il ministro del lavoro ha proposto di sostituire il contratto di primo impiego con nuovi incentivi economici per chi assume. Una misura che costerebbe 150 milioni di euro solo quest’anno e che verrebbe finanziata con un aumento del prezzo delle sigarette. Il capo del governo Dominique de Villepin non ha nascosto la delusione per l’abbandono del suo progetto. Tutto lascia pensare, ora, che una sua candidatura alle presidenziali del 2007 sia compromessa.