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Non si ferma la protesta in Francia anti-Cpe. Forse nuovi colloqui

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Non si ferma la protesta in Francia anti-Cpe. Forse nuovi colloqui

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Continua il muro contro muro in Francia sul contratto di primo impiego (CPE). Tra un milione e tre milioni di persone, a seconda delle fonti, sono scese ancora una volta in piazza ieri in tutto il Paese per dire no alla legge del governo de Villepin. Come al solito nella manifestazione parigina si sono infilati un migliaio di “casseur” che si sono scontrati a Place d’Italie con le forze dell’ordine, ma non solo.

Oggetti vari e pietre sono stati scagliati anche contro giornalisti e operatori televisivi. Un cameraman è stato colpito al petto. In tutto sono rimaste ferite 34 persone. Quasi quattrocento i fermati. Dopo l’intervento del presidente Chirac, che ha affidato la gestione della crisi al ministro dell’interno Nicolas Sarkozy, riprenderanno oggi le trattative. I sindacati sono stati convocati dai capigruppo parlamentari dell’UMP, il partito di maggioranza del quale Sarkozy è presidente. Ma sia le organizzazioni studentesche che sindacali continuano a chiedere il ritiro del contratto di primo impiego come condizione preliminare all’avvio di ogni discussione. Ieri si è espressa anche la presidente degli industriali francesi. Laurence Parisot ha detto che la crisi attuale, che fa seguito a quella delle periferie,mette a repentaglio l’economia del Paese.