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Il premier polaccoMarcinkiewicz: "Non intendo cambiare rotta politica"

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Il premier polaccoMarcinkiewicz: "Non intendo cambiare rotta politica"

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La Polonia è in piena crisi politica. EuroNews ha intervistato il primo ministro polacco Kazimierz Marcinkiewicz su questo e altri temi importanti per Varsavia, come l’Europa e la libera circolazione dei lavoratori o la polemica per la fusione di Unicredit.

Il partito del premier, il conservatore “Diritto e Giustizia” non è riuscito finora a formare una coalizione stabile di governo, necessaria ad attuare le riforme amministrative che ha promesso al paese.

Il parlamento si pronuncerà entro la fine della settimana su una sua possibile dissoluzione e su elezioni anticipate. E i mercati finanziari internazionali si preoccupano sull’orientamento di una nuova coalizione di governo.

EuroNews: La Polonia si trova nel mezzo di una crisi politica. Si parla di elezioni anticipate, di voto di fiducia. E’ pronto a formare una nuova coalizione con partiti fermamente anti europei?

Marcinkiewicz: In questo momento stiamo cercando di convincere tutti i gruppi politici ad accettare le elezioni anticipate, a sciogliere il parlamento per verificare ancora una volta se la società polacca è favorevole ai cambiamenti proposti dal mio partito, “Diritto e Giustizia”.

Penso di avere già chiarito in che direzione va il mio governo, indipendentemente da quello che può succedere sulla scena politica.

Non ho intenzione di cambiare rotta: perchè la nostra è la la politica di cui la Polonia ha bisogno e che i polacchi accettano.

Stiamo portando avanti una buona politica internazionale. Siamo garanti dello sviluppo economico rapido e stabile della Polonia.

EuroNews: Parliamo di patriottismo economico: la Polonia ha attualmente un problema con una fusione. Una banca italiana, Unicredit, vuole fondersi con una banca tedesco polacca. Perchè il vostro governo si oppone a questa operazione?

Marcinkiewicz: Il mio governo apprezza allo stesso modo gli investitori italiani e tedeschi.
Tuttavia sia gli uni che gli altri hanno firmato un accordo con il Tesoro polacco.

Questo accordo garantisce che dopo avere acquistato banche dallo stato polacco – già qualche anno fa – non ne acquisteranno più altre nel sistema bancario del paese. Noi cerchiamo solo di rispettare questi accordi.

Siamo convinti che in ogni caso, quando si è in disaccordo, valga la pena di discutere. Per questo ho incontrato il presidente di Unicredit e da due settimane discutiamo.

Spero che tutto questo finisca per portare ad un compromesso.

EuroNews: Abbiamo parlato della libera circolazione di capitali in Europa.
Ma dovremmo ricordare che è ancora difficile per i cittadini dell’Europa orientale lavorare nei paesi occidentali dell’Unione. Qual è la sua posizione su questo punto?

Marcinkiewicz: La migliore risposta è contenuta nel rapporto della Commissione europea, che ha esaminato come l’apertura del mercato del lavoro in Gran Bretagna, Svezia e Irlanda abbia influenzato l’economia di questi paesi.

Il rapporto infatti mostra che questi tre paesi hanno tratto vantaggi dall’apertura del loro mercato del lavoro.

EuroNews: Qual è il vostro migliore argomento per convincere gli investitori europei a puntare sulla Polonia?

Marcinkiewicz: La Polonia offre condizioni economiche favorevoli per gli investitori stranieri.

Innanzitutto, ha una crescita del 5 per cento, e questo è già importante.

Inoltre, la Polonia ha una situazione macroeconomica molto favorevole, proprio per accogliere gli investitori.

E in più, il paese ha un potenziale unico, impossibile a trovare altrove: si tratta di dieci milioni di giovani polacchi, che sono molto ben formati e molto ambiziosi e che hanno una grande volontà di agire.

Allora, se qualcuno vuole usare questo potenziale umano, questa nuova generazione di polacchi, e vuole venire ad investire in Polonia, troverà un potenziale di giovani ben formati e dinamici.
E’ questa la nostra carta migliore.

EuroNews: Il regime autoritario del presidente bielorusso Lukashenko ha messo in prigione centinaia di manifestanti pacifici. Ci sono testimonianze di maltrattamenti. Che cosa deve fare l’Unione Europea?

Kazimierz Marcinkiewicz: L’Unione europea non può restare muta, quando i diritti dell’uomo sono violati.
La difesa dei diritti dell’uomo è il nostro dovere, il nostro compito.

Siamo convinti – e d’altra parte siamo noi che l’abbiamo proposto all’Unione europea – che si debbano sanzionare tutti i responsabili di questa situazione.

Intendo dire: a centinaia, forse migliaia di responsabili bielorussi dovrebbe essere negato il visto per l’Europa.
E per quanto riguarda i più importanti politici bielorussi: i loro patrimoni, conti e beni nell’Unione europea dovrebbero essere congelati.