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Polonia: Wojciech Jaruzelski accusato di crimini comunisti

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Polonia: Wojciech Jaruzelski accusato di crimini comunisti

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L’ex presidente è stato ufficialmente accusato di “crimini comunisti” per la legge marziale imposta in Polonia il 13 dicembre 1981 per mettere al bando il sindacato di opposizione Solidarnosc. L’ex presidente rischia sino a otto anni di carcere. L’inchiesta era stata avviata nell’ottobre del 2004. Il governo comunista di Jaruzelski, oggi 82enne, impose questa legge sino al 1983 portando i carri armati nelle strade e incarcerando migliaia di dissidenti. Fra gli arrestati anche il leader sindacale Lech Walesa. La legge marziale non comporto’ solo arresti, ma anche la morte di alcune decine di manifestanti. Un fatto ricordato ogni anni da alcune organiyyzzioni che si ritrovano davanti alla casa del generale. L’indagine fa parte del tentativo del paese di chiudere col suo turbolento passato, ma l’opinione pubblica è divisa. Alcuni sostengono che la decisione di imporre la legge marziale sia stato un crimine che ha portato alla violazione dei diritti umani. Secondo altri Jaruzelski l’ha imposta per evitare una invasione sovietica simile a quella dell’Ungheria. Jaruzelski in questi giorni e’ stato anche al centro di un altro scandalo. Il presidente polacco Kascinsky lo aveva insignito per errore di una medaglia concessa ai deportati in Siberia. Una onorificenza che il generale ha restituito.