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Ha vinto Kadima, ma di misura

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Ha vinto Kadima, ma di misura

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Il partito centrista creato da Ariel Sharon pochi mesi fa si impone, ma non stravince nelle elezioni israeliane. Ventotto i seggi conquistati. Abbastanza per assicurarsi la maggioranza relativa e porsi alla testa di una coalizione di centro sinistra, con un programma ambizioso: definire una volta per tutte i confini dello stato ebraico, con o senza l’accordo dei palestinesi.Soddisfazione alla sede di Kadima, dove in un commosso discorso Ehud Olmert, che sarà il prossimo premier israeliano, ha prima ricordato Ariel Sharon, “colui senza il quale Kadima oggi non esisterebbe”, ha detto, e poi ha pronunciato parole importanti per il futuro dello stato ebraico.Olmert ha fatto intendere di essere pronto a rinunciare al sogno di un grande Israele pur di garantire confini sicuri al suo paese. Si è poi detto disposto a sedersi al tavolo dei negoziati coi palestinesi a patto che questi rinuncino definitivamente alla violenza e al terrorismo.Si è quindi rivolto al presidente Abbas perché dia il suo contributo a favore della pace, mentre ha deliberatamente ignorato Hamas, il movimento islamico trionfatore nelle elezioni palestinesi di gennaio.Soddisfatti anche i laburisti di Amir Peretz, che ottengono 20 seggi. L’ex sindacalista, che potrebbe chiedere il dicastero delle finanze, è favorevole allo smantellamento delle colonie più isolate, che gravano sul bilancio dello stato a spese delle fasce più deboli della popolazione, penalizzate anche dai tagli operati dal governo uscente.