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Iraq, i marines fanno strage nella moschea. "Preoccupato" il governo

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Iraq, i marines fanno strage nella moschea. "Preoccupato" il governo

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Infuriano le polemiche sull’operato delle forze militari statunitensi in Iraq, dopo lo scontro a colpi d’arma da fuoco attorno ad una moschea sciita di Baghdad. Almeno 18 le vittime, in gran parte miliziani dell’Esercito del Mahdi comandato dal leader sciita radicale Moqtada al-Sadr. I comandi Usa confermano l’operazione, rivolta a neutralizzare una cellula della guerriglia, ma respingono le accuse degli iracheni secondo i quali i soldati sarebbero entrati e avrebbero sparato all’interno del luogo di culto.

L’episodio rischia di allargare ulteriormente il solco tra il governo iracheno e le forze statunitensi. Un portavoce del primo ministro ha espresso la “profonda preoccupazione” del capo dell’esecutivo. Sempre ieri e sempre a Baghdad, anche altri episodi di violenza. A nord della capitale, nella zona di Baquba, sono stati ritrovati 30 cadaveri decapitati. Infine, soldati Usa hanno arrestato una quarantina di agenti dei servizi di sicurezza iracheni, scoprendo nei sotterranei del ministero dell’Interno, una prigione segreta con rinchiusi 17 stranieri, dei quali non è stata rivelata la nazionalità.