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Spagna, tra attese e speranze il paese guarda ai negoziati con l'Eta


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Spagna, tra attese e speranze il paese guarda ai negoziati con l'Eta

Un “appello all’unità di tutte le forze politiche spagnole per concretizzare le speranze di pace suscitate dal cessate il fuoco proclamato dall’Eta”. Lo hanno lanciato sul web numerosi gruppi, e tra i firmatari anche l’Associazione dei familiari delle vittime del terrorismo, vicina al partito popolare. Ciò è in un certo senso una novità: appena un mese fa a Madrid l’Associazione manifestava contro le aperture ai negoziati da parte del premier Zapatero.

Ma la strada è ormai imboccata. Il capo del governo ha detto che, trascorso un periodo di verifica dell’effettività del cessate il fuoco, chiederà al parlamento di autorizzare l’avvio di trattative. Una posizione che può contare sulla non ostilità dell’opposizione, come spiega Gabriel Elorriaga: “Il Partito popolare sta compiendo uno sforzo di fiducia nei riguardi del governo, e sta offrendo la propria collaborazione all’esecutivo socialista”. Come era prevedibile, la decisione dell’Eta è stata accolta con evidente soddisfazione nello stesso paese basco spagnolo, principale teatro dei 38 anni di gesta terroristiche. “Ci sono degli alti e dei bassi, e ci saranno momenti ben più difficili perché da un lato ci sono le vittime e dall’altro coloro che vogliono reinserirsi nella vita quotidiana. C‘è ancora molto da discutere ma penso con molta speranza. Tutto ciò che è tregua fa bene a tutti. Era ora”, dice una donna. Intanto i media spagnoli rivelano alcuni aspetti finora segreti dei contatti preliminari con l’Eta, che sarebbero stati favoriti dal premier britannico Blair e da quello nordirlandese Ahern.
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