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L'Unione europea chiede la fine dalla repressione in Bielorussia

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L'Unione europea chiede la fine dalla repressione in Bielorussia

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L’Unione europea ha chiesto ufficialmente la liberazione di uno dei leader dell’opposizione arrestato durante le proteste di questo sabato contro il regime del presidente Lukashenko, rieletto una settimana fa. Non si sa ancora in quale prigione sia stato condotto Alexandre Kozulin che era stato preso in consegna dalle forze di sicurezza mentre stava cercando di offire dei fiori ai militari. La presidenza austriaca dell’Unione europea ha condannato anche la violenta repressione dei manifestanti. Numerose persone sono state imprigionate tra le quali il figlio della moglie del leader dell’opposizione Alexander Milinkevich.

Alcuni parenti dei fermati si sono presentati ai cancelli di una prigione di Minsk con la speranza di avere notizie dei propri cari ma è stato impedito qualsiasi contatto. “Oggi abbiamo provato a fargli giungere in cella un po’ di cibo – dice una donna – Avevamo telefonato e ci avevano detto che potevamo portarlo. Ma una volta arrivati qui ci hanno spiegato che avevano ricevuto l’ordine di non accettare nulla”. “Non ho ragione di essere ottimista. Questa e’ una dittatura, e’ una dittatura”, afferma un anziano davanti al carcere. Prima del voto il capo dei servizi segreti bielorussi aveva detto che i manifestanti sarebbero stati trattati alla stregua di terroristi.