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Tre uomini e tre politiche per le prossime elezioni israeliane

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Tre uomini e tre politiche per le prossime elezioni israeliane

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A quattro giorni dalle elezioni in Israele Khadima, il partito di Ehud Olmert, si profila come il sicuro vincitore. Per il premier incaricato però, potrebbe essere una vittoria di Pirro. La formazione centrista fondata da Ariel Sharon, è in testa a tutti i sondaggi. Deciso anche chi dovrebbe guidare il nuovo esecutivo, è l’attuale ministro degli esteri, Tzipi Livni.

Khadima teme però di non ottenere un successo talmente netto da poter guidare un governo sufficientemente forte che arrivi a fine legislatura senza piegarsi ai ricatti dei partiti minori. I personaggi principali di queste elezioni sono: Olmert, Netanyahu e Peretz. Per la prima volta Israele si trova a poter scegliere tre persone che supportano politiche realmente differenti fra loro come afferma l’analista Ari Shavit. Se Olmert punta sulla sicurezza, Netanyanu fa leva sulla crisi sociale ed economica in cui versa il paese. Bibi, testa d’ariete del Likud, dalla sua può vantare gli ottimi risultati di quando era ministro delle finanze con Ariel Sharon.

Terzo incomodo è il laburista Amir Peretz. A suo svantaggio potrebbero giocare le umili origini sefardite. La sua famiglia immigrò dal Marocco. Lo stesso elettorato sefardita ha sempre ondeggiato fra il likud e il partito integralista Shas. A Peretz dimostrare che la sua leadership è abbastanza forte da sconfiggere pregiudizi antichi.