ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Argentina, a 30 anni dal golpe restano negate verità e giustizia

Lettura in corso:

Argentina, a 30 anni dal golpe restano negate verità e giustizia

Argentina, a 30 anni dal golpe restano negate verità e giustizia
Dimensioni di testo Aa Aa

Trenta anni fa l’Argentina entrava nel tunnel della dittatura. Il 24 marzo 1976 un golpe militare insediava al potere il generale Jorge Videla e dava il via a una violenta repressione. Nel mirino: socialisti, democratici, intellettuali, artisti. Di combattere contro quella cieca violenza, destinata a durare per sette anni, si incaricarono le madri dei tanti scomparsi – forse 30.000 – che da allora e fino ad oggi ogni venerdi hanno continuato a sfilare sulla Plaza de Mayo.

Due anni dopo il ritorno della democrazia il primo processo contro i golpisti, ma l’anelito di giustizia durerà poco: fino al colpo di spugna del presidente Menem. Videla potè così tornare a casa, in nome della “riconciliazione nazionale”. Trenta anni dopo l’Argentina continua a chiedere verità e giustizia. “Laura” dice Estela Carlotto, presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, “la uccisero che aveva 23 anni. Il suo bambino ora ha 27 anni. Io non so come si chiama, come è cresciuto, cosa pensa. Abbiamo finora rintracciato 82 bambini. Spero sempre che un giorno troveremo anche il mio”, aggiunge. Si stima siano stati almeno 500 i bambini – come il nipotino di questa donna – strappati agli oppositori e affidati alle famiglie di militari: una pagina che resta ancora da illuminare. Per la prima volta dal golpe, quest’anno il presidente argentino Kirchner ha compiuto un gesto per il riconoscimentio ufficiale delle Madri e delle Nonne di Plaza de Mayo, senza le quali la democrazia sarebbe rimasta ad attendere ancora più a lungo. Kirchner ha auspicato che di quanto accaduto rimanga forte la memoria, per formare le nuove generazioni, e ha compiuto un primo passo, rendendo accessibili a tutti gli archivi delle forze armate.