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Presidenziali in Bielorussia: aperti i seggi

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Presidenziali in Bielorussia: aperti i seggi

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Si sono aperti alle otto di stamani i seggi elettorali per le presidenziali in Bielorussia. Oltre 6600 seggi, a vigilare sui quali più di 1200 osservatori internazionali. Anche se un quarto dell’elettorato, secondo la procedura del voto anticipato, ha già espresso la propria preferenza negli ultimi cinque giorni.

Sulla vittoria sembra aver già messo un’ipoteca il padre padrone del Paese, Alexander Lukashenko, presidente dal 1994, considerato dall’Occidente l’ultimo dittatore d’Europa, e che, grazie a una modifica costituzionale, corre per un terzo mandato. A dargli filo da torcere, questa volta, un avversario più determinato, Alexander Milinkevich, che annuncia di scendere in piazza contro gli annunciati brogli del regime. Sul voto di oggi in Bielorussia, paese incuneato tra Russia e Polonia, Stato membri dell’Unione europea, è rivolta l’attenzione della comunità internazioanle, con Bruxelles in testa. Attenzione che non ha impedito nei giorni scorsi a polizia e servizi di sicurezza, di arrestare per teppismo almeno 300 attivisti sequestrando o impedendo la diffusione dei giornali non allineati al regime, sabotando i comizi dell’opposizione. E Lukashenko ha avvertito che non sarà tollerata stasera nessuna manifestazione. Accusando l’opposizione di puntare a una presa violenta del potere, così come accadde in Ucraina nell’autunno del 2004, ha minacciato l’uso della forza e chi protesterà sarà trattato da terrorista. Minacce che non sembrano intimorire gli oppositori di Lukashenko. Ieri Alexander Milinkievich ha inviatato la gente a reagire e a scendere in strada alla chiusura delle urne, dicendosi certo che le forze armate non spareranno sulla folla.