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Minacce e paura per le presidenziali in Bielorussia. L'opposizione non molla

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Minacce e paura per le presidenziali in Bielorussia. L'opposizione non molla

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Al voto sotto la minaccia in Bielorussia. A qualche ora dalle presidenziali, il presidente Lukashenko, in un messaggio rivolto alla nazione, ha minacciato di usare la forza contro chi violerà gli ordini pubblici.

L’uomo forte di Minsk ha fatto capire che non tollererà proteste di piazza analoghe a quelle all’origine della “rivoluzione arancione” scoppiata nell’autunno 2004 in Ucraina. Proteste che invece sono già state annunciate dall’opposizione, che chiede ai cittadini di manifestare alla chiusura dei seggi contro gli scontati “brogli” a favore dell’autoritario capo dello Stato. Per via della procedura del voto anticipato alcuni seggi sono già stati aperti. “Non vogliamo pressioni di nessun tipo, vogliamo poter esercitare il nostro diritto di voto il 19 marzo e non prima come”, dice una giovane. E ancora: “Voterò per Lukashenko, mi piace il suo programma, ha ideee chiare, sì voterò per lui”. Al potere dal 1994, considerato dall’Occidente l’ultimo dittatore d’Europa, Lukashenko si ricandida per un terzo mandato grazie a una modifica costituzionale, e stando alle previsioni ha buone possibilità di essere rieletto. L’opposizione, che in larga parte si riconosce nel candidato Alexander Milinkevich, vuole voltare pagina. Osservatori internazionali vigileranno sul voto. L’Unione europea, in caso di brogli, minaccia sanzioni.