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In migliaia a Belgrado per rendere omaggio a Milosevic

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In migliaia a Belgrado per rendere omaggio a Milosevic

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Dal museo della Rivoluzione di Belgrado al parlamento per una breve cerimonia funebre. Così le autorità serbe liquidano Slobodan Milosevic e il passato ingombrante che l’ultimo presidente jugoslavo ancora rappresenta. Ma il suo popolo, in cinquantamila radunati nella piazza del parlamento, lo acclama ancora come un eroe. Scortato dai compagni di partito e dai fedelissimi, Slobodan Milosevic sarà sepolto sotto un tiglio centenario, nella tenuta familiare a Pozarevac, suo paese natale, neppure cento chilometri a sud est della capitale serba.

Alle esequie non partecipano la moglie e il figlio, che malgrado le garanzie di immunità giudiziaria per tutto il periodo dei funerali, hanno preferito non rimettere piede in patria. La salma è rimasta esposta, per due giorni, nel museo della rivoluzione di Belgrado. A rendere l’ultimo saluto migliaia, nostalgici di un passato che ai più fa orrore. Milosevic è morto nel carcere dell’Aja, sabato scorso, per un infarto al miocardio. I primi esami effettuati sul cadavere non hanno rilevato traccia di veleno o dosi eccessive di medicinali. Nonostante tutto, la sua morte rimane avvolta dal mistero. Sessanta i capi d’accusa che lo inchiodavano al banco degli imputati del Tpi, tra gli altri genocido, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Soprannominato il macellaio dei BAlcani, calvacando l’onda del nazionalismo, soffiò sul fuoco che alimentò le guerre civili che insanguinarono i Balcani negli anni Novanta. A lui si imputa la responsabilità di stragi quale quella di Srebrenica, dove, nel 1995, vennero uccisi 8000 musulmani.