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Milosevic, il TPI non chiarisce il mistero sulla sua morte

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Milosevic, il TPI non chiarisce il mistero sulla sua morte

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Resta il mistero sulle cause della morte di Slobodan Milosevic. L’ex presidente yugoslavo, trovato senza vita nella sua cella dell’Aja sabato scorso, è, secondo le notizie ufficiali rimasto ucciso da un infarto al miocardio, ma al momento non si riesce a sapere di più.

Nemmeno la conferenza stampa del presidente del Tribunale penale internazionale, l’italiano Fausto Porcar, è bastata a sgombrare il campo dai sospetti. “Finora non sono stati trovati indizi che riconducano a tracce di veleno. Sono stati invece rintracciati nei tessuti i farmaci prescritti al signor Milosevic, ma questo non in concentrazioni tossiche”. Tra i fedelissimi di Slobo, che da due giorni continuano a rendergli omaggio, non sono pochi coloro che si dicono convinti che il Tribunale, impedendogli di farsi curare in Russia, abbia finito per far aggravare le sue condizioni. “Ce l’ho con la comunità internazionale, e sono qua per rendere omaggio a Milosevic, l’uomo che ha dimostrato che i serbi non sono più colpevoli degli altri, come invece la comunità internazionale vorrebbe far credere”, dice un uomo. “Non ho niente a che vedere con lui, e per questo non sono andato da nessuna parte. Semplicemente non rieco nemmeno a portargli rispetto”. In questo clima va registrato un attacco al TPI da parte del ministro russo degli Esteri, Lavròv. “Il tribunale andrebbe chiuso anticipatamente, per la troppa politica che lo condiziona e per le troppe cose strane accadute nel suo ambito”.