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Voto in Bielorussia. Il Kgb minaccia pena di morte per chi manifesterà domenica

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Voto in Bielorussia. Il Kgb minaccia pena di morte per chi manifesterà domenica

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A tre giorni dalle elezioni in Bielorussia il Kgb alza il livello di tensione e avverte: chi domenica organizzasse manifestazioni di protesta contro i risultati delle urne rischia il carcere a vita o la pena di morte.

Parole pesanti quelle che vengono dai servizi segreti di Minsk e che sono il frutto di un ragionamento intransigente: dietro alle proteste definite pacifiche si nasconde l’azione di terroristi e sovvertitori. Reati per i quali il codice penale contempla le massime pene. Stépan Sukhorenko, presidente del Kgb: “Gli organizzatori di questa cosiddetta rivoluzione non stanno affatto preparando delle proteste pacifiche come sostengono, bensì un’azione di forza organizzata con esplosioni, incendi dolosi, provocazioni nei confronti delle forze dell’ordine. Il tutto per creare una situazione di caos e sovvertire il potere nel paese. Nel corso della conferenza stampa, Sukhorenko ha mostrato l’interrogatorio di un presunto terrorista che confermerebbe i timori delle autorità. Il candidato d’opposizione, Alexandr Milinkevich, ha denunciato l’arresto negli ultimi giorni di 50 collaboratori e oltre 300 suoi sostenitori: arresti avvenuti con l’accusa di organizzazione di manifestazioni non autorizzate. Per il presidente Alexandr Lukashenko, al potere da 12 anni, sembra scontata la vittoria. Intanto il ministero degli Esteri bielorusso ha negato il visto d’ingresso ai membri del Parlamento europeo che volevano assistere alle elezioni. Strasburgo non riconosce la validità delle presidenziali 2001 e ha promesso sanzioni se, come atteso, le consultazioni non saranno giudicate democratiche.