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Processi troppo lenti, il Tpi sotto accusa dopo la morte di Milosevic

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Processi troppo lenti, il Tpi sotto accusa dopo la morte di Milosevic

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Il funzionamento del Tribunale penale internazionale per la ex Iugoslava viene rimesso in discussione dopo la morte in cella nel giro di pochi giorni di due imputati di primo piano. La principale accusa che viene mossa è quella di occuparsi di un numero troppo importante di capi d’imputazione. Per il solo Milosevic ne erano stati ritenuti 66 e il processo andava avanti da oltre quattro anni.

Domenica scorsa si era suicidato in cella Milan Babic, ex presidente dell’autoproclamata repubblica dei serbi di Croazia. Da quando il tribunale internazionale è stato creato nel 1993 sono quattro i decessi di detenuti nella prigione di Scheveningen. “La sua morte convincerà adesso – ha detto l’ex emissario per i balcani David Owen – quei serbi che credono che quei crimini non siano stati commessi”. Quella del tribunale per la ex Iugoslavia è stata la prima esperienza di giustizia internazionale dal processo di Norimberga, che durò appena un anno. Allungandosi i processi aumentano anche i giorni di detenzione preventiva. La morte di Milosevic potrebbe far esitare Belgrado quanto alla consegna di ricercati come Ratko Mladic e Radovan Karadzic.