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Olanda, non agì da solo il killer di Theo Van Gogh

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Olanda, non agì da solo il killer di Theo Van Gogh

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Condanne fino a quindici anni di carcere, in Olanda, per nove persone accusate di far parte di una rete terroristica del fondamentalismo islamico. Si tratta di una delle prime sentenze basate su una legge del 2004 che introduce il reato di associazione a delinquere per scopi terroristici. Tra i condannati anche Mohammed Bouyeri, responsabile dell’assassinio del regista Theo Van Gogh, che per questo sta scontando l’ergastolo. In base alla sentenza Bouyeri non avrebbe agito da solo, come ha sempre sostenuto.

In sede di requisitoria, il Pubblico ministero aveva chiesto pene fino a 20 anni per i due principali imputati, responsabili del ferimento di due agenti. Il processo non ha mancato di sollevare discussioni nel paese, soprattutto in relazione alle nuove norme antiterrorismo che puniscono prima ancora che una specifica condotta, l’appartenenza in sè ad una rete considerata criminale. In Olanda l’allarme sociale per il rischio del terrorismo islamico raggiunse il picco nel 2004, all’indomani dell’assassinio del regista Theo Van Gogh, responsabile, per gli estremisti musulmani, di oltraggio all’islam. Un suo film, Submission, costituisce un severo atto d’accusa nei confronti della subalternità delle donne nella cultura musulmana.