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Doccia fredda sui negoziati Iran/AIEA. I russi: non c'è compromesso

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Doccia fredda sui negoziati Iran/AIEA. I russi: non c'è compromesso

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Mentre a Vienna l’Agenzia internazionale per l’energia atomica è alla seconda giornata di una cruciale runione sul nucleare iraniano, le prospettive di una soluzione della crisi sembrano allontanarsi.

Il ministro degli esteri russo Serguei Lavrov ha infatti detto che un compromesso in vista, non c‘è. Eppure ieri, il direttore dell’AIEA Mohamed el Baradei era apparso fiducioso e oggi l’emissario iraniano a Vienna Ali Asghar Soltanieh aveva fatto dichiarazioni concilianti: “Speriamo ancora che venga presa la giusta decisione, che i nostri amici europei e russi non smettano di sforzarsi di trovare una soluzione pacifica, impedendo all’unilateralismo degli Stati Uniti di prendere la diplomazia multilaterale in ostaggio”. Segno che l’ora della verità si avvicina, anche Tony Blair, da Londra, ha detto la sua. Il premier di uno dei governi chiamato a negoziare con l’Iran per conto dell’Unione europea ha dichiarato che l’opinione pubblica esige il rispetto degli obblighi internazionali e che certo non aiuta il tono usato a volte dai dirigenti di Teheran, ritenuto da molti troppo estremista. “Lasceremo che le cose seguano il loro corso – ha concluso Blair – all’AIEA e, se necessario, all’ONU”. Se un compromesso non venisse trovato, i governatori dell’AIEA potrebberodeferire l’Iran al consiglio di sicurezza. Il problema è che la Repubblica islamica ha ripreso le ricerche sull’arricchimento dell’uranio su piccola scala e non intende rinunciarvi, malgrado il parere negativo dell’Agenzia atomica. Il famoso compromesso russo si sarebbe dovuto basare sul trasferimento della produzione industriale di combustibile nucleare fuori dall’Iran e sulla possibilità, per Teheran, di mantenere un minimo di produzione interna per la ricerca, sotto stretto controllo dell’AIEA. Gli Stati Uniti non accettano il principio e ora pare che la Russia voglia allinearsi sulle stesse posizioni.