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Medioriente. Olmert promette: "Ritiro unilaterale dalla Cisgiordania, se vinco le elezioni"

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Medioriente. Olmert promette: "Ritiro unilaterale dalla Cisgiordania, se vinco le elezioni"

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Se Kadima vincerà le elezioni del 28 marzo, Israele si ritirerà unilateralmente da alcune colonie della Cisgordania. Ehud Olmert, il primo ministro a interim dello stato ebraico, ribadisce il concetto già espresso nelle ultime settimane. Tutto il partito fondato da Ariel Sharon è d’accordo: Israele non nega il valore della road map ma, per far avanzare la pace, non è possibile un confronto con i palestinesi. Spiega perchè il portavoce del ministro degli esteri israeliano.

“La comunità internazionale deve fare i conti con il fatto che la nuova leadership palestinese, quella di Hamas, non riconosce la road map, non la accetta. Hamas non è un interlocutore”. La volontà di Olmert di dismettere alcune colonie della Cisgiordania risponde aprecise esigenze. Politiche, innanzitutto: l’elettorato di Kadima è favorevole al ritiro e nei sondaggi il partito sta perdendo consensi. Ma anche economiche: il controllo militare è difficile e costoso. Il progetto di riunire le colonie attorno a sette blocchi principali, permetterebbe un risparmio di fondi e di vite umane. Da Mosca, dove hanno concluso la prima visita ufficiale all’estero dopo la vittoria elettorale del gennaio scorso, i leader di Hamas respingono le critiche di Israele. “Il dialogo non è possibile – fa sapere Mohamed Mechaal – perchè è Israele a non rispettare la road map”. Il Patriarca della chiesa ortodossa russa, Alessio II, ha invitato Hamas a cercare un dialogo pacifico con Israele “senza prestare attenzione a certi uomini politici”.