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Bielorussia, arrestato un candidato dell'opposizione alle presidenziali

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Bielorussia, arrestato un candidato dell'opposizione alle presidenziali

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La campagna elettorale in Bielorussia è stata segnata questo giovedì dall’arresto con percosse di uno dei quattri candidati alla presidenza della Repubblica. Alexandre Kozoulin, rilasciato dopo qualche ora, è stato fermato mentre cercava di entrare nella sala dove si stava svolgendo il congresso del partito del presidente Lukashenko. Nei giorni scorsi il candidato dell’opposizione aveva accusato l’attuale capo dello Stato, “l’ultimo dittatore d’Europa” secondo l’amministrazione Bush, di “peculato, malversazione e abuso di ufficio”.

Kozoulin rischia di essere condannato a un minimo di 15 giorni di prigione, pena che lo escluderebbe praticamente dalle presidenziali del 19 marzo. Ieri era sceso in campo il temuto KGB bielorusso, che ha conservato nome e metodi dell’epoca sovietica. I servizi segreti hanno denunciato un progetto di golpe dell’opposizione da attuare dopo le elezioni. E come prove sono stati presentati libri, telefonini e dollari americani. Nel 2004 Lukashenko, al potere da dodici anni, ha fatto votare un referendum che gli permette di ricandidarsi per un numero illimitato di mandati. Il principale candidato dell’opposizione, Alexander Milinkevich, ha convocato una manifestazione di protesta contro l’arresto di Kozoulin. Nel centro della capitale Minsk hanno sfilato 2.000 persone, nonostante il divieto imposto dalle autorità, prima di essere bloccate dalla polizia. La prova di forza però potrebbe ritorcersi contro Lukashenko che ha voluto fino ad adesso mostrarsi sicuro del sostegno del popolo.