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Aviaria: Ue chiede di evitare contatti fra cani, gatti e uccelli selvatici

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Aviaria: Ue chiede di evitare contatti fra cani, gatti e uccelli selvatici

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La carta d’Europa è ormai una scacchiera invasa da casi d’influenza aviaria e l’Unione Europea chiede che vengano adottate misure per evitare i contatti fra animali domestici come cani e gatti e gli uccelli selvatici.

La Svezia conferma due casi di anatre uccise dal virus mentre la Germania fa i conti con una sorta di “gatto-fobia” e l’isola di Ruegen – dove è stato rinveuto il felino colpito dall’influeza – è praticamente in quarantena. In Francia, unico Paese europeo nel quale il cotagio abbia raggiunto un allevamento, il consumo di carni bianche è diminuito del 20/30 per cento. E il ministero dell’Agricoltura ha annunciato l’estensione a 300 comuni della zona di controllo attorno ai luoghi in cui sono stati trovati uccelli morti. Gli esperti tranquillizzano quanto ai rischi per l’uomo in Europa. Jean François Saluzzo, virologo, esperto dell’Organizzazione mondiale della Sanità: “Ci vorranno anni per sbarazzarci dell’influenza aviaria. Per il momento la trasformazione dell’H5N1 in virus patogeno per l’uomo, trasmissibile da uomo a uomo, non preoccupa l’Europa. L’Europa non sarà il cuore dell’emergenza della prossima epidemia”. Mentre continua la sperimentazione sui vaccini, il maggior timore dell’Oms è il diffondersi incotrollato del virus nel continente africano.