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L'Oms: rischi minimi di trasmissione dell'H5N1 dal gatto all'uomo

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L'Oms: rischi minimi di trasmissione dell'H5N1 dal gatto all'uomo

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I rischi di trasmissione dal gatto all’uomo del virus dell’influenza aviaria sono minimi. La rassicurazione dell’organizzazione mondiale della sanità arriva dopo la scoperta di un randagio ucciso dall’H5N1.

Il ritrovamento è avvenuto sull’isola di Rügen, in Germania, dove il virus era già stato individuato in volatili morti, soprattutto cigni, con cui il gatto è probabilmente entrato in contatto. A Bruxelles gli esperti veterinari dei venticinque hanno tenuto una riunione straordinaria per analizzare le conseguenze del passaggio del virus dagli uccelli a un mammifero. La commissione europea ha già voluto frenare le paure sul possibile salto di specie della malattia affermando che il gatto è stato contaminato probabilmente dopo aver mangiato la carcassa di un uccello infetto. Rassicurazioni a parte la morte per H5N1 di un animale domestico rischia di far crescere ancora di più la psicosi delle famiglie europee preoccupate già per la diffusione della malattia tra il pollame. “Ora abbiamo paura – dice una signora tedesca – perché non sappiamo neanche quali sono i sintomi. Per questo voglio saperne di più. Per capire se il mio gatto ha contratto il virus”. L’influenza aviaria sta propagandosi su larga scala in alcuni stati africani. Nel Niger è inziato l’abattimento del pollame ed è stato elaborato un piano quinquennale di prevenzione e d’informazione della popolazione.