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Aviaria: virologo francese ottimista "L'Europa può difendersi"

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Aviaria: virologo francese ottimista "L'Europa può difendersi"

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Il gatto morto di H5N1 in Germania non preoccupa Jean François Saluzzo, virologo, esperto dell’Organizzazione mondiale della Sanità e responsabile per la ricerca sui vaccini per le nuove malattie virali al laboratorio Sanofi Pasteur a Lione.

Intervistato da Euronews, il virologo ha dichiarato: “Si tratta di un episodio banale, non avrà conseguenze sulla trasmissibilità all’uomo né dal punto di vista epidemiologico. Rivela piuttosto l’alta preoccupazione e soprattutto l’alta sorveglianza che c‘è in Europa. Riteniamo che casi simili si siano già verificati in Cina o in Vietnam, ma non sono stati registrati semplicemente perché in questi paesi non esiste la stessa sensibilità e la stessa sorveglianza”.

Euronews : Tre anni dopo l’apparizione dell’H5N1 in Asia, il virus sbarca in Europa. Quale sarà il seguito?

Saluzzo “Quanto sta accadendo in Europa indica che il virus tende a diffondersi con regolarità in tutto il mondo, il che significa che avremo un problema con l’influenza aviaria, attenzione…. non con l’influenza umana.Vuol dire che per anni dovremo fare i conti con polli e volatili confinati in capannoni. Il virus è diffuso attraverso gli uccelli migratori, capite cosa vuol dire, lo avremo ovunque e ci vorranno anni per sbarazzarci dell’influenza aviaria.Per il momento la trasformazione dell’H5N1 in virus patogeno per l’uomo, trasmissibile da uomo a uomo, non preoccupa l’Europa. L’Europa non sarà il cuore dell’emergenza della prossima epidemia, perché abbiamo i mezzi per difenderci. Anche se si verificheranno dei casi, saremo in grado di isolarli e trattarli immediatamente.L’attenzione deve concentrarsi nei paesi del sud del mondo, soprattutto in Africa, dove la situazione rischia di diventare catastrofica”. Euronews : Quali progressi sono stati fatti nella produzione di un vaccino contro un virus che si trasmette da uomo a uomo? “Ci siamo resi conto che si avrà bisogno di una doppia dose, contro quella unica attuale, un passo avanti molto importante. E ancora che sarà necessario un coadiuvante del vaccino. In breve tempo avremo la formula del vaccino che useremo nel caso in cui il virus della pandemia apparisse”.